 " Uno specchio di cui questa popolazione si guarda per riconoscersi, per cercare la spiegazione del territorio cui è legata. Uno specchio che questa popolazione porge ai suoi ospiti, per farsi meglio capire nel rispetto dei suoi valori, della sua identità “ Così George Henry Rivière, il padre degli ecomusei. Da molti anni ciò che si definisce patrimonio culturale si è arricchito di nuovi elementi, legati all'ordinario, alla vita quotidiana, ai valori e alla storia delle comunità locali. Gli ecomusei hanno scritto una pagina importante in questo processo di trasformazione della cultura. L'ecomuseo del Fiordo di Furore, istituito anni addietro a seguito del completamento di un articolato progetto di recupero e valorizzazione dell'area, si propone di studiare e raccontare l'evoluzione del territorio, evidenziarne i momenti fondamentali della storia, governarne la “continuità fra ciò che fu, ciò che è è ciò che sarà”. Prima che un luogo da visitare esso vuole essere un' “idea” da diffondere tra la gente. Per diffondere l'idea è importante far conoscere il progetto e queso appuntamento costituisce l'occasione per presentarlo nel suo continuo divenire : Le strutture, i percorsi, i legami storici fra l'uomo e l'ambiente, gli scenari, i protagonisti, i poli espositivi attuali e futuri, i programmi didattico -divulgativi, gli eventi di animazione culturale, le pubblicazioni e tutto quanto fa identità. Il Fiordo: un luogo risanato e recuperato,dopo anni di abbandono e degrado. un' “arca perfetta”, perduta e poi ritrovata sul fondo di un sogno. Raffaele Ferraioli Mulini e Cartiere
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